Dolci tipici senesi

Anni di tradizioni dal cuore della Toscana

Panforte

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La città di Siena è famosa nel mondo per la sua storia, il Palio e i dolci tradizionali di cui il più noto e antico è senza dubbio il panforte, diretto discendente del “pan mielato” medievale. Si dice che ai semplici ingredienti di base, farina, acqua e miele, sarebbe stata aggiunta la frutta che avrebbe fatto ammuffire il dolce, facendolo diventare acido e quindi  “fortis”.

In realtà nei primi documenti, a inizio 1200, si chiamava panpepato ed era composto di farina di grano, miele, spezie, fichi secchi, marmellata, pinoli e aromatizzato con pepe. Certo è che questo dolce è fortemente legato ai senesi per una leggenda che lo vuole presente alla battaglia di Monteaperti del 1260: i soldati senesi avrebbero infatti portato nelle tasche il panpepato che avrebbe trasmesso loro forza e vigore per sconfiggere i fiorentini.

Aldilà delle leggende, si può dire con certezza che il termine “panforte” appare già in una lettera di Ugo Foscolo, del 1813, in cui ricorda di aver ricevuto in omaggio dalla “Donna gentile Quirina Magiotti Mocenni[…] panforti e parecchi fiaschetti di Montalcino”. La versione attuale del panforte risale al 1887 quando, in occasione della visita a Siena della regina Margherita e del re Umberto di Savoia, i senesi donarono ai sovrani un panforte con canditi più chiari e ricoperto di uno strato di zucchero a velo. In onore della regina questo tipo di panforte fu denominato “Margherita”.

La storia recente infine racconta che nel 2013 il Panforte di Siena ha ottenuto la certificazione IGP.

Ricciarelli

Non meno affascinante è la storia di altri dolci tipici come i ricciarelli, fatti di morbida pasta di mandorle dolci e amare, spolverata con zucchero a velo. Questi sarebbero stati introdotti a Siena dal cavaliere Ricciardetto Della Gherardesca: il nobile, tornato dalle crociate, avrebbe diffuso questi dolci di marzapane arricciati come le babbucce dei Sultani.

Seguendo le leggende e le tradizioni popolari, sembra che il termine “Ricciarelli” si riferisca alla loro forma arricciata.

Secondo un’opinione ormai diffusa, i progenitori dei Ricciarelli furoni i marzapani, che venivano confezionati e venduti in forme di piccoli piani.

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Cavallucci

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Bisogna tornare al 1200 per ritrovare l’origine dei cavallucci, dolci di farina, zucchero, noci, canditi e spezie. La prima testimonianza della loro esistenza si trova in una lettera indirizzata da un frate Domenicano, al nobile senese Guccio di Geri Montanini per ringraziarlo “de bellicuocoli”, il nome con cui venivano chiamati allora per la loro forma simile a un’albicocca.

I Cavallucci sono biscotti rustici dalla forma irregolare, in origine erano schiacciate di pasta intrise di miele e zucchero, con spezie.

La storia recente infine racconta che nel 2013 il Panforte di Siena ha ottenuto la certificazione IGP.

Cantucci

Pur nella loro semplicità, i cantucci sono diventati i biscotti più famosi tra i dolci toscani. Le loro origini risalgono almeno al XV secolo, preparati da cuochi in occasione della visita della Marchesa Isabella d’Este a Firenze. Questi fortunati biscotti, cotti al forno con una semplice ricetta di farina, uova e mandorle intere divennero i dolcetti tipici dei giorni di festa. L’abbinamento ideale è con il Vin Santo, vino liquoroso toscano, in cui vengono inzuppati; ad oggi sono serviti anche con vini da dessert, liquori o più semplicemente con tè oppure un buon caffè Nannini.

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Panpepato

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Le origini del famoso Panpepato, il più antico dolce della tradizione senese, si perdono tra storia e leggenda. Nato tra le mura dei conventi delle suore di clausura, testimonianze scritte lo attestano già intorno al 1200, eppure il suo viaggio attraverso i secoli non ha mutato la ricetta originale. Il gusto forte e deciso che lo caratterizza è dato da un impasto preparato con vari tipi di spezie, pepe, frutta secca e canditi.

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